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"Les
Amoureux de Peynet"

Raymond
Peynet nasce il 16
novembre del
1908 a
Parigi.
la
sua
"Valentina" si
chiamava Denise Damour.
Si
sposano nel 1930 e dal
loro matrimonio nasce
una figlia, Annie.
Raymond
Peynet era soave e
candido come il suo
Valentino, e Denise la
sua musa ispiratrice.
Vivevano
in una divertente casa
di Antibes, immersa nel
verde e nel silenzio,
dove
lui poteva lavorare
tranquillamente anche
molte ore al giorno,
con
la moglie sempre
accanto. "Les
amoureux" in fondo
erano proprio loro.

Peynet
amava la vita!
I
celeberrimi "Les
Amoureux" sano
nati durante la
guerra, a Valence,
e
sono diventati subito il
simbolo della festa di
San Valentino.
"Sono
nati nel 1942 ma in
realtà hanno sempre
vent'anni.

"Io
so che la vita reale è
triste, ma di sognare
abbiamo sempre bisogno.
La
poesia non è guerra,
morte, malattia, essa
vive tra i fiori, gli
uccelli, la natura.
Altri
hanno scelto di darsi
alla politica, io ho
scelto di disegnare
l'amore,
la gentilezza, la
tenerezza."
(Raymond
Peynet)

Il
suo messaggio d'amore,
ancora oggi ha
senso:

"Voglio
crederlo, perché è il
contro-veleno della
violenza.
La
società è egoista e se
grido "al
ladro" nessuno
corre in aiuto.
Tutto
questo fa molta
tristezza.
Ma
poi vedo due ragazzi
che, oggi come ieri e
come sempre,
si
abbracciano sulla
panchina di un parco,
strappano
un fiore da una siepe e
se lo offrono
come
se fosse un cuore di
diamanti.
Sono
innamorati, e quando ci
si ama, la luce naturale
della vita
colora
giocosamente tutto ciò
che vede, che trova, che
le viene incontro"
(Raymond
Peynet)

Raymond
Peynet racconta:
Durante
la guerra mi trovavo
alla stazione di Valence
e là, in attesa della
coincidenza,
andai
a fare due passi finché
arrivai in un giardino,
al cui centro vidi un
"kiosque à musique".
Fu
qui che mi venne
l'ispirazione per un
disegno.
Rappresentai
un gruppo di suonatori
che al termine d'una
esecuzione
andavano
via con gli strumenti
nelle custodie,
e
uno solo continuava
imperterrito a suonare
il violino, dicendo al
penultimo,
già
dietro agli altri:
potete andare
tranquilli, finisco da
solo.
Titolo
del mio disegno:
Sinfonia incompiuta.
Spedii
il disegno a Ric e Rac,
un giornale per gli
inglesi che si stampava
a Parigi,
ma
l'impaginatore traendo
lo spunto da una sola
ragazza che ascoltava la
musica,
mise
un altro titolo, "Les
amoureux de Peynet", e mi
dissero che bisognava
continuare:
ecco
come nacquero il poeta e
la fidanzata.
Giunti
in Italia Cesare
Perfetto li chiamò
Valentino e
Valentina".
Nacquero
quindi in anni duri e
desolati.
La
guerra pareva non finire
mai, la gente non
sorrideva più, perché
non sapeva più farlo,
dovendo
vivere sempre con la
paura del domani.
Soltanto
i fidanzatini erano
pieni di candore e di
speranza.
Un
soffio di poesia in una
cupa realtà.
Finita
la guerra, continuarono
a portare il loro
messaggio per le strade
del mondo,
sempre
tenendosi per mano.
Eterni
sognatori con i piedi
che sfioravano appena la
terra e la testa tra le
nuvole.
Ma
anche eterni fidanzati,
perché non c'era
bisogno che si
sposassero.

**Queste
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